Tumulano la cronaca e fanno resuscitare la risata. E dunque è vero che sono becchini, ma qui a essere seppellite sono le promesse di governo come la Flat Tax, («È giusto che chi muore di più paghi meno le fosse»), le chiusure domenicali, («Purtroppo per voi siamo aperti anche di domenica 24 su 24 ore e 7 giorni su 7»), le teorie degli anti vaccinisti, («Non vaccinatevi. Siamo pronti a un’ epidemia») e pure le buche che a Roma sono “mortali” ma che sulla pagina Facebook “Taffo Funeral Service” sono soltanto rattoppi che allungano la vita.


In Italia l’umorismo è uscito fuori dalla tomba, anzi dai social, grazie alle pompe funebri Taffo di Roma, la società che non ha problemi con il curriculum dato che i titoli sono stati rilasciati e certificati niente meno che dall’università “Il Verano”, con master di perfezionamento a Yale Cemetary (New Haven) e poi alla Dracula University (Pittisburgh) e alla International Tomb Institut (Vienna). Sono chiaramente lauree di satira, crisantemi per smontare le professionalità che tutti inventiamo o ingigantiamo come ha fatto il nostro premier Giuseppe Conte. Il “Padre Eterno” di questa pagina, che è ormai una liturgia su Facebook, si chiama Riccardo Pirrone e ha 36 anni così come Alessandro Taffo che invece gli “serve messa”, in pratica lo finanzia, e che, spiega Riccardo, «ormai ci ha preso gusto al punto da suggerire qualche post».


L’agenzia pubblicitaria che fa “morire da ridere” è la KiRweb ed è stata fondata da Riccardo quando aveva 25 anni, «e i social non erano ancora esplosi». Quindi come hai iniziato? «Occupandomi del sito di mio padre». Che fa? «Ristrutturazioni edili». A Roma? «A Roma». La sede dell’agenzia si trova infatti nella città che non può che essere “eterna”, vicino la stazione Tiburtina, «anche se stiamo per traslocare presto». È il risultato del successo? «No, ma ci serve più spazio». A lavorare in KiRweb sono oggi in sette, sette agitatori di post virali, in prevalenza donne che non possono che accogliere tutti «a bare aperte».A fare la fortuna di questa agenzia c’è l’intesa funebre che va avanti da anni e che la sta seppellendo di “like” e complimenti. Presenti a Roma dal 1940, la Taffo Funeral Service si è rivolta a Riccardo per parlare di anime morte prendendo in giro le anime vive. La scelta è stata ponderata e benedetta con tanto di “estrema unzione”. «Si sono rivolti a me perché ho inventato il primo Tripadvisor per agenzie funebri». In pratica? «Un comparatore di funerali. Un sito che permette di calcolare il “viaggio” più economico».


Con un “necrologio” simile, non poteva che conquistare Taffo. Me lo racconta Riccardo stesso nel suo ufficio che è sgombro e ordinato come fosse … una cappella. Mi dice che nella vita è timido nonostante maneggi lo spirito e anche quello santo. «Sono irriverente ma senza esagerare». I post che spopolano sulla pagina Facebook di Taffo sono tutte idee sue, compresa quella che ha invitato gli italiani ad andare a votare, «Italiani, vi aspettiamo alle urne», dove le urne sono però quelle per le ceneri. Ma poi ci sono naturalmente i post che prendono spunto dalla cronaca per scoperchiarla. Per sfidare le bestiacce che auguravano la morte alla iena Nadia Toffa, l’invito di Taffo era: «Nadia, facci fallire». Per ricordare al ministro Lorenzo Fontana che le famiglie arcobaleno sono ormai una consolidata realtà, il messaggio non poteva che essere questo: «Fontana, se non vedi l’arcobaleno, significa che sei morto. Chiamaci». E se il dibattito politico è tutto concentrato sulla pensione, la soluzione non può che essere una bara “per congelare” i contributi.


Come si vede, è un lavoro di pulizia dalle erbacce che infestano internet, un modo per staccare la spina alla politica che si decompone e si incattivisce. «Mi definisco un esperto di trash, sguazzo tra i rifiuti». Lavori con la spazzatura del web? «Così come il kitsch, il trash non è altro che la copia venuta male di un modello perfetto. La fake news può essere la notizia guasta di una notizia vera». In realtà, il modello è anche la tradizione tutta romana dell’aforisma, la frase breve che uccide ma a denti stretti. È quella di Marcello Marchesi che parlava dei «cari istinti» al posto dei «cari estinti» e che vergava lapide s-consolanti: «Uomo retto/dopo una vita lineare/ morto in curva». «Anche noi giochiamo con le parole. Giocare è la nostra caratteristica. Ci siamo inventati il CruciTaffo, il Taffo Rebus». E c’è anche lo speciale concorso a premi che sarebbe piaciuto a Totò e a Luigi Pirandello: il Grattati e Vinci. Come fai a essere di gusto senza fare cattivo gusto? «Prima di formulare un post, studio attentamente l’umore dei social, leggo i commenti». Monitorando i social è così nata un’altra campagna questa volta non per Taffo ma per Fondazione per il Sud, un’altra pagina gestita dalla KiRweb. In occasione del blocco della nave “Diciotti” da parte di Matteo Salvini, il post virale è stato «Io sto con gli arancini» che aveva il merito di ironizzare sull’hastag «Io sto con Salvini» rilanciato proprio dal ministro, ma anche di elevare a manifesto l’arancino che, a Catania, è stato il simbolo della riscossa solidale.


Perfino l’albero più maltrattato di Roma, Spelacchio, si è trasformato nella più spericolata delle similitudini, quella adatta a promuovere la depilazione di un centro estetico: «Sarai spelacchiato, ma mai come le nostre clienti». E tu, quanti clienti hai adesso? «Taffo ci ha dato notorietà. Stiamo curando una campagna per Medici Senza Frontiere. Abbiamo ricevuto inviti a partecipare al Salone del Mobile e siamo stati invitati a salire sul palco anche da Elio e le Storie Tese». Sei dell’opinione che si possa ridere di tutto? «Si può ridere della morte ma non dei morti». A Riccardo chiedo infatti della vignetta del giornale satirico francese Charlie Hebdo che ha fatto ironia sul ponte collassato a Genova. Ti piace? «Non l’ho vista ma non mi piace. Faccio sempre attenzione quando di mezzo c’è l’essere umano, la persona». Per salutare Sergio Marchionne, alla KiRweb hanno fatto ricorso alla vignetta: il manager su una nuvola e questa didascalia “Questo è futuro. Veicolo ecologico e senza conducente”. Dunque non ti è mai capitato di scivolare sulla retorica? «Il miglior modo per evitarla è la semplicità. Per parlare di morte e tabacco ci siamo serviti della bara e della frase “Giuro che è l’ultima”. Dietro c’era Italo Svevo ma era anche una frase che davvero tutti abbiamo pronunciato».


Ho l’impressione che Riccardo sia di sinistra o che serva uno come lui alla sinistra disarmata. «Sono costretto a rivelarti che vivo in una famiglia che vota M5s e ti assicuro che è una vita difficile». Dicono che dietro a Matteo Salvini ci siano uomini che padroneggiano i social proprio come Riccardo. Anche tu li trovi bravi? «Bravissimi. Studiano i commenti ai post di Salvini e fanno ripetere a Salvini quello che la gente ha in precedenza pensato. La “pacchia è finita” non è un’idea di Salvini ma solo un’idea afferrata nel suo stagno». Insomma, vuoi offrire un’idea alle opposizioni? «Il Pd deve rifarsi al più grande. Salvini non si sconfigge con i cappi di piazza Loreto ma solo con una frase di Silvio Berlusconi». Ce la riveli? «Pensate a un manifesto Pd con Salvini e sotto la frase “L’amore vince sull’odio”. È il corto circuito perfetto». Adesso stai facendo humor o solo la persona seria? «Per essere seri è necessario aver imparato a ridere in precedenza». Riccardo assicura che non si separerà da Taffo perché «l’amore continua». E anche le campagne social. Hai pensato alla tua lapide? «Che ne dici di “Morto di successo”. Ti piace?».


Carmelo Caruso – 19 settembre 2018 – Panorama

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