Il mio lavoro non è solo quello di far conoscere il più possibile il brand dei miei clienti. Il mio lavoro è parlare alle persone con un registro linguistico adatto e di facile condivisione.

Parlo di temi sociali e di valori, ma prima analizzo quello che succede online, comprendo gli umori e il sentiment su determinati argomenti e poi creo delle campagne che possano stimolare il dialogo.

Solo così un brand diventa una persona, con un carattere e dei pensieri e che esprime le sue opinioni attraverso il real time marketing.

Chiedo scusa a tutti quelli che si sono sentiti offesi, quando con Taffo, che è un’agenzia funebre, parlo di diritti.

Chiedo scusa, ma il brand Taffo si fonda su dei valori che sono incontrovertibili: la morte come dice Totò è una livella.

Di fronte alla morte siamo tutti uguali. 

Per questo Taffo continuerà a prendere posizioni nette contro le discriminazioni, contro chi comprime i diritti di tutti, contro chi considera possibile solo un tipo di famiglia.

Chiedo scusa, ma è il mio lavoro.

 

40 Responses to Scuse dal social media manager di Taffo

  1. Marcello says:

    A parte che nessuno in quel convegno vuole fare proposte legislative per togliere diritti (dato che i politici italiani ci sono a titolo personale e il convegno è internazionale), ma poi che vuol dire “togliere diritti”. Se io ho 100 case popolari, ieri le davo a 100 coppie etero e oggi inserisco 10 coppie omosessuali, non ho forse “tolto il diritto” a 10 coppie etero (le piu’ ricche tra le povere) di andarci? Semplicemente ci sono DUE visioni diverse del mondo. Chi pensa (resto nell’esempio) che le case popolari debbano andare solo alle coppie etero e chi pensa debbano andare a tutte le coppie. In entrambi i casi si escludono altre combinazioni (studenti, fratelli, etc…). Il Congresso per la Famiglia o gli LGBT mi sembrano due gruppi che vogliono poi’ cose per sé e meno per gli altri… ma non è che una sia meglio dell’altra.

    • Anna Pinna says:

      In una famiglia, se ci sono risorse limitate, non si decide che solo alcuni dei membri ne avranno: si dividono, tra tutti.
      Nel caso delle case popolari, il criterio sarà quello del reddito o comunque del bisogno, non può essere quello dell’eterosessualità.

    • Stefano says:

      ti invito a riflettere su due cose:
      1) al congresso delle famiglie in realtà pur non facendo proposte di legge si fa propaganda contro delle leggi esistenti, per citarne due quella sull’aborto è quella sulle unioni civili. Di certo non è un organismo legislativo, ma tratta tematiche dove le persone coinvolte non sono parte integrante del congresso stesso, ammetterai che è un po’ arrogante. Inoltre si tratta di leggi che non tolgono diritti a qualcuno, semmai ne danno ad altri. E qui vengo al punto due.
      2) se per 100 case popolari se ne assegnano 10 a coppie omosessuali non si toglie un diritto a nessuno: le case popolari non devono essere assegnate in base all’orientamento sessuale, bensì al reddito e alla possibilità di avere o meno un tetto sopra la testa. Vuoi forse dire che le coppie eterosessuali meritano più dignità delle coppie omosessuali?

      Aggiungo che, se sposti l’attenzione su altre tematiche (aborto, divorzio, ruolo della donna nella società) ti accorgerai che questo congresso ha il solo scopo di negare diritti a qualcuno, e non di promuovere alcunché di “positivo” per qualcuno.

    • Ugo says:

      Poiché lo stato italiano è laico, DEVE considerare nucleo sociale portatore di doveri E DIRITTI anche le dieci coppie omosessuali. E, se qualcuna di loro ha i requisiti che la legge prevede, DEVE accedere alle case popolari. Questo non significa “TOGLIERE” diritti a chi la casa non se la vede assegnare, perché questo presuppone che le coppie etero abbiano “per natura” più diritti di chi, poi, arriva e glieli “toglie”. Una visione della società profondamente inumana e, grazie a Dio, contrario alla costituzione.

      • ciccio says:

        hai ragione. e sei libero di organizzare un convegno in proposito. Ti torna?

        • franz says:

          Giusto. Ma se a quel convegno partecipano Ministri in carica e tal Pillon che ha pronto un decreto legge che ne traduce gli ideali è sacrosanto che la gente di questo secolo si indigni e protesti con ogni mezzo

        • Dony says:

          Nessuno lo vieta basta che non prendono soldi dallo stato per propaganda omofoba.
          Perché è vietato dalla legge italiana.

    • Massimo says:

      La comunità Lgbt non parla si malattie o guarigione o togliere nulla a nessuno. Al congresso invece si parla solo di questo. Non diciamo nefandezze

      • ciccio says:

        Fai un convegno per dire la tua, chi te lo vieta?

        • Giuseppe says:

          Ciao Ciccio,
          cerchiamo di tornare con i piedi per terra. Quel convegno rappresenta non una minoranza in difficoltà, ma la maggioranza delle persone con “famiglia tradizionale” (i principali sostenitori politici ne hanno due o tre di famiglie e non tutte tradizionali). Quel convegno parla di difendere una famiglia che nessuno ha mai attaccato. Nessuno ha mai detto che gli etero debbano diventare gay e sposarsi con persone dello stesso sesso. Nessuno ha detto che chi vuole un figlio debba abortire. Quando una maggioranza strepita di diritti negati si finisce male. Storicamente, si finisce molto male. L’immenso Rodotà diceva: le famiglie arcobaleno sono esistite, esistono ed esisteranno. Quindi non ha senso discutere di negare loro accesso a diritti costituzionalmente garantiti. Anche l’aborto, esiste da sempre eppure è stato illegale per lungo tempo nella storia umana. Perché tu, ciccio, non puoi costringere una donna stuprata ad avere figli; non puoi costringere una famiglia in difficoltà a mettere al mondo un figlio che non potrebbero crescere, né gli puoi imporre di essere delle macchine biologiche e dare il loro figlio in affidamento. Tu e io non possiamo scegliere per gli altri e questo è quello che si contesta a quelli che hanno fatto parte di quel convegno. Infatti non c’è contrapposizione fra pro-vita e pro-morte, ma pro-vita e pro-scelta. E questo la dovrebbe dire lunga sul piano morale, dove alcuni lasciano la scelta all’individuo e altri vogliono imporre il loro medioevo.

      • Giuseppe says:

        Sicuramente hai letto solo i titoloni dei giornalai e non hai seguito nemmeno uno speech sulla tematica. Parlate per sentito dire e con gli slogan che qualche esaltato ha tirato fuori. Poi nella sostanza non sapete nulla.

    • Lollo says:

      Ma che significa il tuo commento? Se prima davi le case popolari a 100 coppie etero e ora ne dai 10 a coppie omosessuali evidentemente le 10 coppie omosessuali “nuove” hanno requisiti migliori delle 10 coppie etero rimaste fuori. Non hanno tolto nessun diritto, semplicemente in una graduatoria sono arrivati sopra, quindi meritano la casa popolare più di altre coppie (etero o omo che siano). Nessun diritto tolto, anzi, diritti esercitati da tutti in egual modo in questo caso. Il problema del congresso della famiglia è che ha come unico obiettivo togliere diritti (in questo caso veramente) a chi non la pensa come loro. Parliamo per esempio di aborto, sei contrario? VA BENISSIMO, ma perché devi costringere anche me a non usufruirne? Solo perché te sei contrario? Ecco qui siamo di fronte al tentativo di negare diritti acquisti (e pure, secondo il mio parere, e di chiunque minimamente intelligente, incacellabili).

    • Silvia says:

      È sbagliato il tuo esempio a priori. Perché si danno 100 case solo alle coppie etero? Se io ho 100 case, ne assegno 50 agli etero e 50 agli omo. E in ogni caso, affido casa in base ai requisiti economici, non in base all’orientamento sessuale.

    • Giulia Raggio says:

      Mi dispiace Marcello ma lo stato non deve fare discriminazione tra generi e orientamemti. Le persone devono essere considerate in quanto tali e aiutate secondo quei criteri che vengono ritenuti necessari, nel caso del tuo esempio delle case popolari, il reddito.
      Non è importante se chi accede alla casa popolare è biamco nero etero o gay, se è più povero degli altri merita la casa. Senza discriminazioni.
      Aldilà del fatto che generalmente ad una famiglia arcobaleno i figli non capitano, scelgono di averli e li fanno quamdo sanno di poterseli permettere non togliendo nulla a nessuno, ma anche fosse che richiedono una casa popolare, se sono più poveri della coppia etero meritano la casa perché il parametro di giudizio è e deve essere il reddito, non gli orientamenti sessuali che sono cose private.

    • Paciscor says:

      Se ragioni in termini di coppie gay ed etero per l’accesso ai servizi anziché in termini di bisogno stai già discriminando e manco te ne rendi conto…

    • Andrea says:

      Marcello fumale spente.

    • Vico says:

      Questo non è un media manager. E’ un genio. Punto.

    • Ale says:

      Sbagli. Se ci sono 10 case popolari vanno assegnate attraverso graduatorie che hanno un punteggio. Semplicemente le persone che ne fanno richiesta devono valere uguale.

      Non mi pare che i diversi orientamenti sessuali abbiano regole diverse quando si tratta di tassazione.

    • Marco says:

      Vuol dire che prima c’erano 10 coppie omosessuali a cui veniva negato il diritto alla casa e 10 etero che godevano di un privilegio a scapito di altri. Quel congresso vorrebbe tornare a prima, per questo non vale dire ‘fatti il tuo congresso’, perché nel ‘mio’ congresso non invocherei la soppressione dei diritti degli altri, men che meno la soppressione degli altri, e questi inquietanti pagliacci fanno pure quello.

    • Antonio says:

      Nello stesso momento in cui fai una distinzione (coppie omosessuali o etero) stai discriminando, in quanto utilizzi un criterio arbitrario quale l’orientamento sessuale.

    • Luciano Fagni says:

      Basterebbe assegnare le case popolari a 100 famiglie, senza impicciarsi della composizione.

    • Gianluca says:

      Marcello, cosí fosse, varrebbe il principio che un bus con 80 posti, ieri disponibili per 80 bianchi, inserendo oggi 20 neri si sta togliendo il diritto di sedersi e fruirne a 20 bianchi che non possono acquistare un’auto.
      Da ció necessariamente ne deriva che Rosa Parks, ma anche Martin Luther King non stessero difendendo i naturali diritti alla dignità umana di ogni individuo, ma togliendo diritti ai bianchi.
      E la discriminazione è solo un punto di vista.

    • Riccardo124 says:

      Sei convinto di quello che scrivi? Sul serio? Estendere diritti a tutti equivale a toglierne a pochi?

    • Leonardo says:

      La risposta alla tua affermazione sta nell’articolo 3 della Costituzione su cui sia il ministro Salvini che Fontana hanno giurato: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

      È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

      Quella di cui parli non è la difesa di un diritto, ma una discriminazione un base alla condizione personale, esplicitamente vietata dalla Costituzione.

    • Zhzau says:

      Se una coppia gay si sposa toglie a qualcuno il diritto di sposarsi?
      Se una coppia gay ha un bimbo toglie a te il diritto di farne qualcuno?
      P.s. l’iniziativa si è tenuta con il patrocinio del Ministero della Famiglia… “i politici italiani ci sono a titolo personale” mica tanto

  2. Salvatore says:

    Insomma, io sono pronto a sposarti. Ti proteggo io.

  3. cristina barberis says:

    Le scuse più geniali e accettate di sempre <3

  4. Desiree Siino says:

    Adesso che hai anche chiarito, ti stimo ancora di più. Questo paese ha bisogno di persone come te. Grazie!

    • ciccio says:

      Ma cosa ha chiarito? Ha detto che siamo uguali di fronte alla morte dove aver mostrato il cranio di un ominide per chi non la pensa come lui.
      “scusate, ho ragione”.

      • Mario says:

        Solitamente mi astengo da polemiche e insulti, ma sei proprio un mentecatto, mio caro Ciccio. E il teschio dell’ominide ti rappresenta perfettamente. Bon chance connard!

      • LuBrigante says:

        Ha chiarito giustamente che di scuse non ne deve a nessuno.

  5. Gatto Giacomino says:

    Leggo: “Per questo Taffo continuerà a prendere posizioni nette contro le discriminazioni, contro chi comprime i diritti di tutti, contro chi considera possibile solo un tipo di famiglia”. Quindi, per coerenza, ora mi aspetterei anche un post sulla più patriarcale, misogina e omofoba tra le religioni: l’islam. Ne avete il coraggio? Io credo di no. E sapete il perché? Perché poi rischiate di diventare i clienti di voi stessi. Mentre quelli di Verona tutto sommato sono pacifici.
    Evidentemente Taffo appartiene a quella categoria in via di estinzione dei “sinistri della sinistra”: quelli che pensano di avere il monopolio della cultura, del pensiero corretto e etico, quelli che si definiscono i “buoni” e marchiano qualsiasi visione divergente come fascista, razzista, reazionaria, cattiva, buzzurra, cafona e al massimo dell’indignazione come disumana. Patetici!
    p.s.: Potete anche chiamarvi “onoranze funebri” o “funeral sevices” ma rimarrete sempre degli “schiattamuorti” (dato che indegnamente citate Totò).

    G.G.

    • David Moretti says:

      …E il Benaltrismo dilaga…

    • LuBrigante says:

      Ma perchè dovrebbe schierarsi contro l’islam??? che senso ha? il problema non è l’islam ma l’estremismo religioso che sia cattolico islamico o qualsiasi altra buffa religione ti venga in mente.
      Perchè tentare di imporre al prossimo le proprie idee?
      “Mentre quelli di Verona tutto sommato sono pacifici.” certo, casapound forzanuova….tutta gente pacifica….universalmente nota come pacifica….

  6. Riccardo Campi says:

    Bellissima! Bravo e condivido in pieno. I diritti non creano rivalità. Pregiudicarne il libero esercizio è indice di grettezza morale.

  7. ciccio says:

    La toppa peggio del buco: siamo tutti uguali di fronte alla morte? Dall’immagine non sembra.

  8. Luana Fiorini says:

    Minchia non pensavo che qualcuno fosse così “ingenuo” da dare credito all’arrampicata sugli specchi più penosa delle ultime settimane come quella di Salvini che ha tirato in mezzo l’Islam come per dire “DONNE DI CHE VI LAMENTATE, C’è CHI STA PEGGIO”.

  9. Vanessa Vangie says:

    Grandissimi, continuate così avrete sempre il mio sostegno e grande Riccardo. Il lavoro inteso anche come impegno sociale è IL lavoro.
    Per tutti gli altri.
    Fatevi una vita.

  10. Marco Volante says:

    Hai colto l’essenza della questione. Bravo Riccardo! I diritti, oltre ad essere fonte di giustizia, rendono il tessuto sociale più coeso e quindi sono necessari quanto una buona politica economica.

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